Aggiornamenti più razionali nel corso della giornata.
Update col mal di testa di chi si è alzato alle due: ma quest'uomo chi è?. Genio.
Update col mal di testa di chi si è alzato alle due: ma quest'uomo chi è?. Genio.
Roba seria, pare. Dai, 600 euri e ci facciamo un bel viaggetto. Da Via Carmelo allo Stadio dei Pini, tipo.
Festa dell'Indipendenza, guys. E al pueblo, vi chiederete? In effetti. La vera notizia di questi giorni proveniente dagli States è questa, infatti. O no?
Cioè, c'è il campionato mondiale, perdio. Nella caliente Anchorage. La fantasia al potere, insomma. Roba da leccarsi i baffi. Almeno: per quelli che ci riescono.
Lo sappiamo. Lo sappiamo che anche voi siete come tutti gli altri. Fate tanto gli snob, gli schizzinosi, gli alternativi dei miei stivali ma poi, sotto sotto, la fottuta America piace anche a voi. Dai, ammettetelo e non ne parliamo più. Giù la maschera una volta per tutte. Mi raccomando però: rapidi sì, ma senza esagerare. E non dite che vi siete già allenati in passato, perché ora è un'altra musica. Ora si fa sul serio. Rassegnatevi. Non potete farci niente. Soltanto pregare che Delaware e compagnia arrivino alla fine. A quel punto, istruiti a dovere, sarete definitivamente pronti per confrontarvi con l'attualità.
Nonostante il consueto devastante appuntamento con la lezione del sabato mattina e l'amarezza per il tennis non concretizzatosi - a dispetto, ahimè, del primo vero sole di primavera - il desiderio di andare oltre le quattro mura domestiche non manca di certo. Detto fatto. Dopo oltre mezz'ora di piacevolissima peregrinazione su Google Earth si giunge, freschi e riposati, dalle parti di Austin, Texas (e dove sennò?). Sarà un caso, tuttavia due delle band che ci piaciucchiano di più in questi tempi bui - notare in basso a destra di questa pagina - provengono proprio dalla capitale del Texas. E già perché Austin, e non Houston, e non Dallas, è la capitale del Texas. Bella "cittadina", Austin. Almeno a detta, in questa intervista, di Tim White, che altri non è se non il batterista degli I Love You But I've Chosen Darkness. Pare che Austin, grande città universitaria, rappresenti una sorta di punto di riferimento culturale all'interno dello Stato, o perlomeno un posto maggiormente stimolante rispetto alle altre pallosissime città texane. Sarà vero? Ne saranno convinti anche gli Okkervil River? Fitto mistero. Voi pensateci su e ascoltatevi i pezzi, che qua ora puntiamo in direzione Colorado, passando - manco a dirlo - per il New Mexico.